Marzo 10, 2024 By Ilenia73d0d1c1

Cinque passi per migliorare l’autostima e realizzarsi

Molte persone mi contattano dicendomi che hanno problemi di autostima e/o che “pur avendo tutto, non sono felici”. Iniziamo allora a vederci per dei colloqui di coaching individuale o dei percorsi di gruppo sul tema.

Quello che posso osservare nel giro di breve tempo è che la percezione di sè inizia a modificarsi e a migliorare. Ma…cosa accade? Ecco qualche indicazione generale su una possibile strada da seguire.

CINQUE PASSI

1- Un primo passo è conoscere i propri punti di forza. Sei in grado di fare una lista delle cose che sai fare, delle qualità che possiedi, dei valori che ti guidano, delle potenzialità che sei in grado di esprimere? Spesso ci accorgiamo di essere capaci di stilare una lunga lista dei nostri difetti e debolezze, senza rifletterci un istante, ma sappiamo fare altrettanto con i nostri punti di forza? Il primo passo è dedicare del tempo a scoprirle. E ad annotarle.

“Se speriamo di raggiungere un obiettivo qualsiasi o di svilupparci ulteriormente, non possiamo che partire da dove ci troviamo.”

Jon Kabat-Zinn (Biologo Università del Massachusetts – Fondatore della Stress Reduction Clinic)

2 – Sai quello che desideri? Sai quello che vuoi? Anche in questo caso il nostro cervello ci gioca un brutto scherzo: probabilmente sai dire con molta chiarezza cosa NON vuoi, ma che ne è dei desideri, dei sogni? L’aumento dell’autostima e la realizzazione personale passano proprio da lì. Immagina per un attimo di poter mettere le parti  migliori di te a servizio di un’idea che ami o di una causa in cui credi fortemente. E immagina di riuscire a realizzarla, a farcela, proprio come avevi desiderato. Non sarebbe bello?

3 – Per potersi realizzare i sogni e i desideri devono trasformarsi in obiettivi. Quali passaggi sono necessari per raggiungere la vetta che ti sei immaginato? Quelli sono i tuoi obiettivi. Ma ricorda: un obiettivo, per essere tale, deve DIPENDERE DA TE. Altrimenti si tratta di una speranza, magari lecita, ma pur sempre una speranza. E’ molto importante distinguere le due cose, perchè diversamente si rischia di ottenere l’effetto opposto: servire a sé stessi su un piatto d’argento una bella frustrazione!

“Vorrei che mio figlio diventasse un medico” è una speranza, perchè non dipende da me.

“Vorrei imparare a suonare il pianoforte” al contrario è un desiderio sul quale posso incidere personalmente. E dunque sì, lo posso assumere come mio obiettivo.

4 – Descrivi a te stesso i tuoi obiettivi in un modo che li renda più facilmente raggiungibili. Per esempio: sii specifico e preciso. Stabilisci dei tempi. Rendi misurabili i risultati che ottieni. Non usare frasi negative, che iniziano con “non”.

“Non voglio più mangiare tanto” non è un obiettivo ben formulato.

“Vorrei perdere cinque chili entro il 15 luglio” invece potrebbe esserlo.

5 – Pianifica. Prova a pensare a te stesso come ad un atleta che deve raggiungere un certo risultato. Quindi pianifica nel dettaglio le azioni che devi compiere per avvicinarti alla meta. Dedica al tuo obiettivo una quantità di tempo proporzionale a quanto ci tieni: se raggiungerlo per te è MOLTO importante investi di conseguenza, dedica MOLTE energie a realizzarlo.

Eccoti, lo hai raggiunto. Sei lì, è successo quello che volevi, lo hai fatto accadere tu, con le tue forze.

Come ti senti?

“Se ti emoziona pensarlo, immagina farlo”

Daniela Galofre Yepes